MERCOLEDÌ 20-09

INAUGURAZIONE

19:00 Presentazione del libro “Come organizzare un festival di cinema e impegno sociale”

Il libro originale è stato ideato dalla Human Rights Film Network per promuovere e dare sostegno alla realizzazione di nuovi festival. L’Istituto Multimedia DerHumALC l’ha tradotto allo spagnolo e adesso il nostro Festival ha curato la traduzione all’italiano, per metterlo a disposizione anche del pubblico italiano. Edito da Multimage.

 

SEZIONE IDENTITÀ

19:15 SCHULD di Gonzalo Egurza

Docufiction 21′ Argentina 2016

Durante la dittatura militare in Argentina negli anni ’70, una giovane coppia di oppositori al regime decide di fuggire in Europa per paura, per amore o per colpa. Uno sguardo diverso sulla dittatura, senza idealizzare o giudicare l’esilio. Il regista ci offre l’esito di una personale  ricerca estetica: la pellicola e la miscela di formati, combinati con materiale d’archivio, costituiscono la chiave della sua peculiarità.

 

 

19:30 Apericena e dibattito

21:00 BINXÊT Sotto il confine di Luigi D’Alife

Documentario 94′ Italia 2017

Il confine è una linea che separa. È netta, non ammette ambiguità. Di là o di qua. Ha dalla sua il peso della legge: per scavalcarlo bisogna infrangerla. Nulla è più artificiale di un confine. Questa striscia di terra sottile e lunga, corre per 911 km. Sulla mappa del Mondo divide la Siria dalla Turchia, secondo chi su questa terra ci vive da sempre, il confine divide il Rojava (Siria del Nord) dal Bakur (sud-est della Turchia), ma soprattutto divide famiglie, storie, affetti ed un paese che esiste ma non troverete sulle cartine geografiche. Si chiama Kurdistan. “Binxet – Sotto il confine” è un viaggio tra vita e morte, dignità e dolore, lotta e libertà. Si svolge lungo il confine turco-siriano. Da una parte l’ISIS, dall’altra la Turchia di Erdogan. In mezzo il confine ed una speranza. Questa speranza si chiama Rojava, soltanto un punto sulla carta di una regione tormentata, terra di resistenza ma anche laboratorio di democrazia dal basso, luogo in cui, sui fucili di chi combatte, sventolano bandiere di colori diversi ma che che parlano lo stesso linguaggio; quello dell’uguaglianza di genere, dell’autodeterminazione dei popoli e della convivenza pacifica. È su questa striscia di terra che si sta giocando la partita più importante; la battaglia contro daesh, il controllo e la chiusura del confine su sui si basa l’accordo tra Unione Europea e Turchia, la violenza repressiva e autoritaria del dittatore Erdogan. Un racconto di denuncia sulle pesanti responsabilità dell’Europa nel sottoscrivere un accordo che violenta le vite di migliaia di persone, solo un piccolo tassello nella storia di un popolo che continua a non rassegnarsi all’idea di essere diviso dai confini, storie di uomini, donne e bambini che sono l’immagine del non arrendersi.